I primi 25 anni
Il Centro Nazionale per il Volontariato ha compiuto 25 anni. Un quarto di secolo contraddistinto da battaglie culturali che l’associazione, tra le più longeve, ha portato avanti con effetti sulla vita sociale e politica di questo Paese.
Il Cnv -grazie soprattutto alla spinta dei suoi fondatori Maria Eletta Martini e Giuseppe Bicocchi e di altri che, come loro, hanno creduto e credono nel volontariato come partecipazione attiva alla vita quotidiana- forte della sua storia e consapevole del contesto in cui è calato, rilancia oggi il proprio ruolo di stimolo politico-culturale e di collegamento a livello nazionale.
Anche a seguito della ricostruzione di uno stretto rapporto con la base associativa, il Cnv si reinserisce in un progetto di innovazione in cui il volontariato -gratuito e libero, capace di difendere anche i principi della legge 266 del 1991- assume un ruolo determinante rispetto alla costruzione di maturi ed equilibrati rapporti di collaborazione tra volontariato e istituzioni. Esistono gli spazi d’azione e non mancano le motivazioni.
E’ anche per questo che l’attenzione è rivolta allo sviluppo di un volontariato di advocacy, al rafforzamento della rete associativa e alla conseguente costruzione di confronti, scambi e dialoghi per l’identificazione di nuove politiche sociali e culturali adeguate ai bisogni emergenti vecchi e nuovi.
In questi anni il Cnv ha sostenuto l’impegno e la presenza del mondo del volontariato sul piano legislativo favorendo il dibattito e l’intesa con le istituzioni. Senza mai assumere, oggi come ieri, un ruolo di rappresentanza; il Cnv, infatti, è piuttosto uno spazio aperto dove poter avviare confronti e dibattiti per l’elaborazione di idee utili alla ridefinizione del nuovo sistema di welfare. Il Cnv è dunque un luogo di partecipazione che si pone in ascolto verso la realtà quotidiana. E così l’investimento delle energie, ora, è rivolto soprattutto alla progettazione sociale, alle attività partecipate e di solidarietà, all’individuazione di buone prassi e di nuovi modelli di sviluppo, alla comunicazione capace di favorire il coinvolgimento, al volontariato inteso come laboratorio di idee, alla cooperazione e all’azione concreta.
In un contesto come quello attuale, il Cnv può riaffermare la propria specificità ponendosi ancora al servizio di quella “battaglia culturale” che ha contraddistinto i primi anni di attività.

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