Progetto MATILDE
Progetto di ricerca e studio sulla mediazione familiare

Coinvolti tre paesi europei: Italia, Germania e Spagna

PRESENTAZIONE DEL PROGETTO
di Rossana Caselli

E’ questo un periodo in cui sembra riaccendersi il dibattito intorno alla famiglia. Dopo aver constatato l'aumento dei casi clamorosi  in cui i figli uccidono i genitori, o in cui un adolescente si getta dalla finestra, disperato per i continui litigi dei genitori, si torna a interrogarsi sui giornali, nelle trasmissioni televisive, in casa e sui treni, tra la gente comune, cosa stia accadendo e perché.

La parola viene quindi data - come sempre in questi casi - agli esperti, alle istituzioni, in primis la scuola, e ci si interroga su cosa stia sotto quell’iceberg di violenze che emerge nelle cronache.

Ci si chiede cosa si possa fare come genitori o figli, come cittadini responsabili dei problemi di chi ci è vicino o lontano. Noi ce lo siamo chiesto anche come volontari. Non ce lo siamo domandato da ora, ma da tanto tempo: è del 1994, ad esempio, il convegno dedicato dal Cnv alla famiglia e volontariato, al termine di una serie di ricerche su aspetti vari che legano in un intreccio complesso ed inscindibile i vari membri di uno stesso nucleo familiare e questi con la comunità in cui sono inseriti, sia formale (istituzioni) che informale (amici, parenti, vicini, eccetera). Ce lo siamo continuati a chiedere nel corso di questi anni, anche ritenendo che la famiglia non sia quel privato in cui, in nome di presunte libertà personali e di non ingerenza delle istituzioni pubbliche, possono accadere drammi e violenze familiari, soprattutto nei confronti dei più deboli (di solito i cosiddetti minori).

Se volontari significa non svolgere solo una  funzione consolatoria e riparatoria, ma anche di prevenzione delle cause, prima che si giunga alle emergenze di cui tutti siamo in grado di manifestare stupore e dolore, allora il nostro ruolo deve essere diverso.

E' in questo contesto che è nato il Progetto Matilde, un progetto che vuol essere uno studio e ricerca, una riflessione a voce alta sulle famiglie in difficoltà, quelle che si stanno pian piano, o a passi da giganti, dissolvendo, perché i coniugi si separano, per volontà loro o a seguito anche di eventi non voluti (per esempio: perché emigrati o profughi a seguito di eventi bellici, o altro) e in cui i figli, che pure hanno diritto ad avere dei genitori, si trovano soli, talora strumentalizzati nella lotta tra genitori stessi, in cui prevalgono le forze distruttrici del rapporto coniugale. E’, quello dei figli, un diritto alla bigenitorialità riconosciuto loro anche dopo la separazione o divorzio (Convenzione di New York dell’89 e Convenzione Europea del ‘95); diritto che di fatto è spesso eluso in quanto è ancora carente una cultura della separazione che tenga conto del minore e tende invece a privilegiare le rivendicazioni dei coniugi.

Il progetto Matilde vuol essere non solo una ricerca, ma anche una proposta aperta al mondo del volontariato, per promuovere una cultura della mediazione familiare, intesa non tanto come ricerca di un accordo a tutti i costi tra i genitori, bensì come sostegno alla loro genitorialità proprio nei momenti in cui essi si separano e sciolgono il loro legame. Ma non si scioglie di certo quello che hanno con i figli.

La mediazione familiare è un servizio che richiede anche specifiche competenze, offerto da enti pubblici e privati alle famiglie in difficoltà, che trova interessanti applicazioni anche nell’ambito del mondo del privato sociale e del volontariato.

La mediazione familiare è un percorso per la riorganizzazione delle relazioni familiari in vista o in seguito alla separazione o al divorzio: di solito, il mediatore familiare, con una preparazione specifica, sollecitato dalle parti, nella garanzia del segreto professionale e in autonomia dall'ambito giudiziario, si adopera affinché padre e madre, insieme, elaborino in prima persona un programma di separazione soddisfacente  soprattutto per i figli, in cui possano esercitare una comune responsabilità da genitori.

La mediazione familiare si è diffusa a partire dagli anni 80 soprattutto in USA e Canada e successivamente nella maggior parte dei paesi europei (in alcuni di essi è addirittura obbligatoria per legge) e attualmente si sta affermando anche in Italia come specifica forma di intervento nella regolazione delle controversie e della conflittualità tra genitori separati o in fase di separazione.

In Italia le prime esperienze condotte sono quelle del GeA (Genitori Ancora) del Comune di Milano sorto nell’87 e della Sezione di mediazione familiare della Facoltà di Psicologia di Roma, nata nell’89. In questi ultimi anni molti operatori e gruppi sia in ambito pubblico che nel privato sociale si sono specializzati in questa funzione e si sono cominciate a diffondere studi e materiali per affinare le modalità più idonee, sulla base delle esperienze, per rendere cooperativi i genitori in questo difficile momento di separazione del loro vincolo.

Il progetto Matilde - che è promosso dal Cnv e finanziato in parte dalla Comunità Europea, nell’ambito delle iniziative Dafne, specificatamente rivolte alle misure per la lotta alla violenze sui minori - si propone quindi di procedere a un raffronto delle esperienze in alcuni paesi europei circa la normativa, i servizi sociali attivati e gli interventi promossi dal volontariato in tema di mediazione familiare intesa come una possibile alternativa relazionale in fase di dissolvimento della famiglia (scioglimento del legame coniugale, compreso quello delle famiglie di fatto).

Il progetto si svolge, oltre che in Italia, anche in Germania e Spagna e intende valorizzare alcune esperienze particolarmente significative o d’eccellenza, avanzando proposte alla Comunità Europea sul tema e aprendo anche un dibattito tra operatori pubblici e quella parte del mondo del volontariato che già opera o che è disposta a impegnarsi in questo difficile ambito della vita familiare e sociale. Pertanto, chi fosse interessato al progetto, anche segnalando esperienze che ritiene particolarmente significative, è pregato di contattarci telefonando allo 0583/419500 (fax 0583 419501) o scrivendoci all’indirizzo e-mail cnv@centrovolontariato.it o direttamente allanostra sede, Centro Nazionale per il Volontariato, via A. Catalani 158 – 55100 Lucca.

Il progetto Matilde, che è iniziato nel gennaio di quest’anno, terminerà a dicembre con un convegno conclusivo che ci auguriamo possa essere anche l’avvio di un percorso di studio, sperimentazione e diffusione di interventi del volontariato particolarmente innovativi in ambito familiare.

Un’ultima annotazione: perché il nome Matilde? Il nome è tratto da una fiaba per ragazzi di Roal Dall in cui la protagonista, Matilde, non compresa in alcun modo dai propri genitori, è lasciata completamente sola ad affrontare la vita, ma trova nella sua maestra una nuova famiglia.

Rossana Caselli

Home
MATILDE


INTRO